domenica 12 agosto 2007

L'elemosina di Stato

Lo Stato pensa a noi come una madre a cura dei sui figli. Lo Stato ci tutela all’estero. Lo Stato ci aiuta nel momento di difficolta. Quest’anno lo Stato ha pensato, come sempre, a noi poveri itagliani, aumentandoci le pensioni di ben 30 euro. Mi domando… ma 30 euro non saranno troppi? Chissà quanti sacrifici hanno dovuto fare i nostri politici per poterci dare, come teneri padri, tutto questo ben di dio. Avranno sicuramente rinunciato a qualche privilegio, chissà… il cornetto a colazione, oppure l’amaro dopo il pranzo al buffet del palazzo, o al caffè durante le tediose e assonnanti riunioni alla Camera e al Senato. E che dire dell’aumento agli statali? 100 e passa euro. E cosa fanno gli ingrati? Si lamentano e scioperano, manifestano e insultano. Allora il nostro Stato, come un buon padre di famiglia, capisce, si commuove, si mette la mano in tasca e scova altri due o tre euro da aggiungere alla “paghetta” dei suoi figli. E loro sono contenti, gridano evviva, si vantano in giro che con loro non la si spunta. Ingrati. Lo Stato pensa sempre a noi, siamo nei suoi pensieri giorno e notte. Adesso è arrivato l’aumento anche ai militari, che quelli si sà, meglio sempre tenerli buoni. Un bel 100 euro lordo al mese, che eviterà al milite il confronto con i suoi pari all’estero, potrà aggiustarsi la divisa, e potrà finalmente comprare quel pezzo di ricambio per la macchina di servizio ferma da mesi in garage perchè, parliamoci chiaro, mica deve pensare a tutto lo Stato. Corriamo il rischio che con tutti questi pensieri lo Stato si demoralizzi ed entri in crisi esistenziale. Meno male che questo non succede, meno male che, ogni tanto… ogni anno… ogni nove mesi và, pensa un pochetto anche a se stesso. Ma si, che abbiamo da lamentarci noi figli ingrati e frignoni dopo quello che ci ha donato con sacrifici. Ed ecco che lo Stato pensa a se stesso con un miserissimo aumento di 850 euro al mese. Poca cosa. Quisquiglie. Bricioline in confronto alla spesa per i suoi figli. Lasciamo che anche lo Stato si diverta. Lasciamo che ogni tanto anche lui vada a puttane, che si faccia qualche pista di coca, organizzi il viaggio e soggiorno alla moglie. Che credete che stare al parlamento sia una cosa semplice? Che male c’è se lo Stato si tiene sveglio con un “tiretto” in attesa di un’approvazione o di una comissione? Che male c’è se si accorda con gli industriali e i bancari? Deve essere previdente lo Stato e pensare al suo futuro. Certo, il futuro, quello dei suoi figli ingrati che non spendono la paghetta, elargita con tanta sofferenza, dei suoi figli che fanno innervosire gli industriali faccendieri che, giustamente, si lamentano dei pochi guadagni incassati. E noi figli non spendiamo la paghetta… e loro sono costretti ad aumentare i prezzi… e noi per dispetto spendiamo ancora meno. Che ingrati. Quasi quasi mi vergogno…

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